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Sab 5 Apr 2025
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ToscanaAmbienteDeposito Eni Calenzano: il pm dispone verifica su possibili sversamenti di carburante

Deposito Eni Calenzano: il pm dispone verifica su possibili sversamenti di carburante

La Procura di Prato ha affidato una nuova consulenza tecnica per capire se all’interno del deposito Eni di Calenzano l’esplosione del 9 dicembre scorso abbia prodotto inquinamento ambientale. Nel corso dei sopralluoghi successivi allo scoppio, che ha causato la morte di 5 persone, sono stati accertati dei malfunzionamenti che hanno comportato svernamenti di combustibile. All’interno dell’impianto sono ancora conservate circa 40 mila tonnellate di carburante.

 

Un incarico di consulenza tecnica per capire se l’esplosione abbia prodotto o stia producendo inquinamento ambientale. Il procuratore di Prato Luca Tescaroli, a pochi giorni dalla consegna della relazione tecnica che porterà ad individuare le responsabilità nella strage che lo scorso 9 dicembre ha causato a Calenzano 5 morti e diversi feriti, allarga il perimetro delle sue indagini sulle conseguenze ambientali per il territorio della piana fiorentino pratese. Il rischio è che nel sito di stoccaggio (sotto sequestro dal giorno dell’esplosione) ci siano stati sversamenti di materiale dannoso e pericoloso per la salute. L’esigenza di approfondire – spiega letteralmente la procura –  “è stata acuita dai verificati malfunzionamenti in seno all’impianto, che hanno comportato sversamenti di combustibile, come si è accertato attraverso sopralluoghi effettuati”. In particolare gli investigatori stanno procedendo ad appurare la presenza di idrocarburi e di altre sostanze nocive nelle acque sotterranee e circostanti, compresi i canali di scolo, anche – si aggiunge – “al fine di comprendere se sussistano responsabilità penali e se sia necessario effettuare una bonifica”. Uno degli obiettivi che gli inquirenti si erano prefissati sin dal momento del disastro è costituito proprio dalla messa in sicurezza dell’impianto, dove sono tuttora conservate 40 mila tonnellate di combustibile. Una buona notizia arriva però dal fronte del pericolo di morte scampato per  i due feriti più gravi dell’esplosione: ricoverati in terapia intensiva al centro ustioni di Cisanello a Pisa, dopo due mesi circa di cure intensive, fa sapere la Regione Toscana, “hanno superato la fase acuta e stanno meglio”. Uno di loro è già stato trasferito all’ospedale di Livorno, dove proseguirà le cure, e l’altro, non più in prognosi riservata, è stato trasferito all’ospedale di Potenza per iniziare un percorso di riabilitazione”.