Controradio Streaming
Gio 3 Apr 2025
Controradio Streaming
ToscanaCronacaFunaro: sullo ius scholae andiamo avanti, è battaglia di civiltà

Funaro: sullo ius scholae andiamo avanti, è battaglia di civiltà

Funaro – “Ai ragazzi”, appartenenti a gruppi di destra, “che hanno fatto il sit in” contro lo ius scholae “rispondo con un sorriso. Ci sono ragazzi stranieri che devono prendere la cittadinanza a 18 anni e che nascono in Italia: italiani si nasce e italiani si diventa, perché questo fa parte della democrazia. Rispondo ancor più convintamente che andiamo avanti in quella che per noi è una battaglia di civiltà”. Lo ha dichiarato la sindaca di Firenze Sara Funaro, a margine dell’inaugurazione del mercato in piazza Pier Vettori.

“Andando in giro per le scuole il riscontro dei nostri ragazzi è molto diverso perché i ragazzi sono molto più avanti rispetto a strumentalizzazioni politiche”, ha aggiunto.
La registrazione per lo ius scholae, ha concluso la sindaca, va “bene. Nella prima settimana sono già state più di 100 le iscrizioni dei ragazzi. Sappiamo benissimo che questo non è un atto che dà una valenza giuridica, ma è un atto simbolico”.

Per Cristina Giachi, consigliera regionale Pd e presidente della commissione istruzione, formazione, beni e attività culturali del Consiglio regionale e Andrea Vannucci, vicecapogruppo Pd in Regione, “l’attacco alla sindaca Funaro da parte degli esponenti di Gioventù nazionale e Azione studentesca per la scelta di offrire la cittadinanza onoraria a ragazze e ragazzi che abbiano completato almeno un ciclo scolastico, è gravissimo. Molto preoccupante il clima d’odio che alimenta queste nuove generazioni che militano nella destra. Ancora una volta, concepire l’appartenenza onoraria a una comunità come un rischio anziché come un’opportunità è un segnale inquietante, una distorsione della realtà”. “Di cosa hanno paura i giovani di Gioventù Nazionale e Azione Studentesca? Forse di una comunità più consapevole, capace di riconoscere e accogliere regole, diritti e doveri? Perché è di questo che si parla”.