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Pistoia, consegnati alloggi per senza dimora in immobile ristrutturato

Senza fissa dimora , Pistoia

Vi potranno abitare 12 persone per massimo due anni. Si tratta di 3 unità abitative in via Modenese 61 a Pistoia, pensate  per dare una risposta alle esigenze abitative di chi è senza fissa dimora

Dare una risposta alle esigenze abitative di chi è senza fissa dimora:  sono stati consegnati oggi tre alloggi ristrutturati dagli Istituti raggruppati per conto della Società della salute pistoiese, in via Modenese 61 a Pistoia.

12 il numero massimo di persone che potranno abitarvi per non più di 24 mesi. L’intervento di ristrutturazione e adeguamento, realizzato dal comune di Pistoia  nell’ambito della missione 5 del Pnrr e finanziato per un totale di 710.000 euro (di cui 500.000 euro impegnati per la ristrutturazione), ha interessato tre piccole unità abitative che oggi si presentano come un’unica residenza. L’alloggio, di 300 metri quadrati, si articola in una spaziosa zona giorno (cucina, salotto e sala pranzo) al piano terra, mentre ai piani superiori sono distribuite otto camere in grado di ospitare 12 posti letto, unitamente ai bagni.

Al retro dell’edificio è stata recuperata una corte interna. “Con questo intervento di ristrutturazione, Pistoia compie un passo importante verso una città più inclusiva e solidale – sottolinea il sindaco Alessandro Tomasi -. La nuova residenza in via Modenese rappresenta molto più di un semplice alloggio: è un luogo in cui le persone senza fissa dimora possono trovare stabilità, dignità e una nuova opportunità di integrazioni. Questo avviene grazie ai fondi Pnrr e al lavoro sinergico dell’Amministrazione comunale, della Società della salute pistoiese e degli Istituti Raggruppati, che operano sul territorio con servizi specifici per sostenere le persone in condizioni di fragilità, promuovendo iniziative di accoglienza e inclusione”.

“La consegna di questa struttura è un segnale concreto dell’attenzione che la Società della Salute Pistoiese insieme all’Amministrazione comunale e in questo caso agli Istituti raggruppati, riserva alle persone più vulnerabili – evidenzia Anna Maria Celesti, presidente della Sds e assessore alle Politiche di inclusione sociale -. L’Housing First (la casa prima di tutto) è un progetto che riconosce l’abitare come diritto umano di base e si pone l’obiettivo di innovare l’offerta di servizi per il contrasto alla grave emarginazione adulta facilitando l’accesso in casa a persone senza fissa dimora o con grave disagio abitativo, sostenendo la presa in carico e l’accompagnamento personalizzato delle persone accolte”.

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