Le api a Giannutri. Una ricerca contesa

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    Le api a Giannutri. Una ricerca contesa
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    Una ricerca dell’Università di Pisa e di Firenze ipotizza, senza giungere a certezze, che la presenza di api mellifere metta a rischio la presenza delle api selvatiche. Da questa ricerca fatta a  Giannutri – nata da una tesi di laurea sul declino degli impollinatori selvatici – ne è derivata che il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ha deciso di non confermare le autorizzazioni per condurre l’apicoltura sull’isola di Giannutri. Generando un grave danno per gli apicoltori, già in difficoltà a causa del clima. Duccio Pradella è apicoltore e  Presidente dell’Arpat (Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani). Gestisce un’azienda apistica con sede a Pelago (FI), dove conduce circa 300 alveari con modalità convenzionale. La sua attività si distingue per l’uso del nomadismo apistico, spostando gli alveari tra la zona fiorentina e l’Isola d’Elba per seguire le fioriture stagionali e ottimizzare la produzione di miele. Paola Bidin è la titolare dell’Azienda La Pollinosa. Azienda che ha ricevuto il diniego a portare gli alveari a Giannutri e ha presentato ricorso al Tar. Leonardo Dapporto è docente di Zoologia, referente scientifico Unifi della ricerca pubblicata su Current Biology.

    DUCCIO PRADELLA

    PAOLA BIDIN