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Ven 4 Apr 2025
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ToscanaCronacaPontedera: insegnante superiori arrestato per molestie e abusi su studentesse

Pontedera: insegnante superiori arrestato per molestie e abusi su studentesse

 L’uomo è stato fermato nelle settimane scorse in esecuzione di un’ordinanza cautelare, “all’interno della scuola” ed è stato arrestato per violenza sessuale e molestie

Un insegnante di un istituto superiore di Pontedera, in provincia di Pisa, è stato arrestato dalla polizia e messo ai domiciliari con l’accusa di aver commesso abusi nei confronti di una studentessa all’epoca dei fatti minorenne e, spiegano gli inquirenti, “di condotte inopportune nei confronti di altre studentesse”.  L’uomo è stato fermato nelle settimane scorse in esecuzione di un’ordinanza cautelare, “all’interno della scuola” ed è stato arrestato per violenza sessuale e molestie.

la persona arrestata è  un insegnante prossimo alla pensione. Gli episodi contestati risalirebbero all’anno scolastico 2021-22 ma la denuncia è stata raccolta dagli inquirenti nel 2024 e un mese fa è stata eseguita l’ordinanza cautelare disposta dal tribunale. Per la fine di aprile è stato invece fissato l’incidente probatorio.

L’insegnante, difeso dall’avvocato Andrea Massaini di Fucecchio, in provincia di Firenze, respinge le accuse e si professa innocente: le indagini difensive avrebbero fatto emergere che la presunta vittima e due sue compagne di classe, sentite come testimoni, in passato avrebbero accusato anche un altro docente. L’inchiesta è scattata su querela della dirigente scolastica dell’istituto superiore dopo che un’insegnante di sostegno aveva raccolto la confidenza della studentessa. La ragazza ha poi raccontato agli inquirenti di avere subito ripetutamente molestie da parte dell’insegnante durante l’orario di lezione.

docente avrebbe anche molestato fisicamente la ragazza e la versione della studentessa è stata confermata anche agli inquirenti dalle due testimoni. Da qui la decisione della procura di chiedere la misura restrittiva poi ottenuta ed eseguita il mese scorso.

La notizia arriva proprio  in un momento di grande sgomento per i due ultimi omicidi di giovani donne, due studentesse, a Messina e Roma. Le molestie sono spesso sottovalutate e invece rappresentano un campanello d’allarme da tenere in grande considerazione. Secondo  Telefono Rosa “è necessario iniziare ad occuparci del prima e non più solo del dopo. L’aumento delle pene non fermerà i femminicidi. Quello che serve è un piano strutturato di prevenzione che coinvolga tutti gli ambienti della nostra società, famiglia, scuola e luoghi di lavoro. A questo si aggiunge una formazione a tappeto che non può più essere rimandata, la rete antiviolenza deve essere rafforzata”.

“Chi dobbiamo formare? Forze dell’ordine, personale sanitario, assistenti sociali, insegnanti, magistrati e tutti e tutte coloro che si interfacciano con la violenza di genere – aggiunge – A scuola, e anche in famiglia, serve un’educazione seria a supporto dei giovani e delle giovani, dobbiamo iniziare a farlo già in tenera età. Forse non vedremo i frutti di questo lavoro nell’immediato, ma è l’unico modo per fronteggiare il fenomeno. Per fare questo c’è bisogno però di un investimento e di risorse, altrimenti restano solo parole. Noi associazioni e centri antiviolenza facciamo tanto, ma non possiamo risolvere il problema con risorse scarse e pochi aiuti. Ricordiamo sempre, che al di là degli stereotipi, la violenza è trasversale e colpisce tutte le donne senza distinzioni”