Sono 60 gli allevamenti che in provincia di Grosseto hanno subito una o più predazioni in meno di un anno. Oltre 200 gli animali azzannati e uccisi tra pecore, agnelli, asini e vitelli. Numeri estrapolati dalla mappa delle predazioni di Coldiretti che dall’aprile dello scorso anno registra e certifica gli episodi di predazione a danno dei pastori.
Due quelli che si sono consumati in poche ore nell’ultimo fine settimana: l’ennesima carneficina ha coinvolto l’allevamento di Carmelo Masala, decano dei pastori di Manciano che alleva uno dei greggi più importanti della Maremma: predazioni hanno portato ad un crollo della produzione del latte: 100mila litri solo nell’ultimo anno. Un ammanco che, oltre alla perdita dei capi, si traduce in una immediata perdita di fatturato e sostenibilità economica che è la principale ragione della “fuga” dei pastori dalle campagne e del mancato ricambio generazionale.
Anche l’ovile di Simone Parrucci in località Rispescia è stata colpito, per la seconda volta in pochi giorni. Appena fuori dall’uscio di casa, sulla strada, il cartello della campagna #salviamoipastori, ci ricorda che quella è terra di lupi. “Non sono al sicuro nemmeno nelle loro stalle. Il lupo è riuscito a trovare il modo di entrare ed uscire per ben due volte in pochi giorni trovando sempre il modo di aggirare la recezione. – denuncia – Ho perso il conto delle predazioni che ho subito in questi anni. La convivenza con il lupo è diventata insostenibile. Per questo c’è bisogno di accelerare sul declassamento della specie a livello comunitario per poter attuare poi piani di gestione come accade per il cinghiale e le altre specie della fauna selvatica”.
“Il lupo non è più una specie a rischio estinzione mentre lo stanno diventando i pastori, che faticano sempre di più a presidiare zone spesso marginali ed interne e garantire la materia prima per produrre le nostre Dop come il pecorino Toscano ed il Pecorino delle Balze Volterrane – spiega Simone Castelli, presidente Coldiretti Grosseto – Oggi non esiste un censimento regionale dei lupi che sia oggettivo, scientifico e realistico ma solo stime.
La sua presenza è ormai acclarata in tutti gli habitat, ha colonizzato anche centri urbani dove vive a pochi chilometri di distanza e le zone costiere. Nessuno vuole avviare una caccia al lupo ma semplicemente ristabilire una convivenza sostenibile”.