è quanto emerge da uno studio dell’Ordine e dell’Università di Firenze su un campione di 242 professionisti intervistati. Tra le problematiche maggiormente riscontrate, i sintomi ansiosi prevalgono quasi in ogni fascia d’età. L’80% dei professionisti li rilevano nei bambini segue l’87% negli adolescenti, il 79% nei giovani adulti e il 69% negli adulti. Negli anziani, invece, il 61% degli psicologi coinvolti riporta che sono prevalenti i sintomi depressivi.
E sono proprio gli adolescenti, insieme ai giovani adulti, ad aver aumentato maggiormente la richiesta di supporto nel periodo marzo 2023-marzo 2024 secondo il 66% degli psicologi; il 58% indica una crescita per i bambini, il 46% la segnala per gli adulti e il 39% per gli anziani. Tra le problematiche maggiormente riscontrate, i sintomi ansiosi prevalgono quasi in ogni fascia d’età. L’80% dei professionisti li rilevano nei bambini segue l’87% negli adolescenti, il 79% nei giovani adulti e il 69% negli adulti. Negli anziani, invece, il 61% degli psicologi coinvolti riporta che sono prevalenti i sintomi depressivi.
Le dipendenze segnalate dagli psicologi intervistati aprono un nuovo fronte preoccupante. Tra gli adolescenti prevalgono quelle da uso di internet (65%), videogiochi (55%) e tabacco (52%). Tabacco che è primo tra i giovani adulti (54%), seguito dal consumo di alcol (49%), e dipendenze affettive (47%). Quanto all’utilizzo di psicofarmaci nelle diverse fasce d’età, vengono rilevati principalmente negli adulti (65%) e negli anziani (63%).
A destare preoccupazione è inoltre la diffusione dei disturbi del comportamento alimentare (Dca). Al primo posto, i professionisti li rilevano tra gli adolescenti (73%), con una maggior diffusione dell’anoressia nervosa (61%) e del Binge Eating Disorder (41%).
“La nostra ricerca evidenzia in modo chiaro come le fasce più giovani siano ancora oggi le più vulnerabili – spiega la presidente dell’Ordine, Maria Antonietta Gulino -. La crescita globale delle richieste d’assistenza psicologica, così come la diffusione di dipendenze e disturbi alimentari di varia natura, ci impongono di mantenere sempre altissima la soglia dell’attenzione, per impostare risposte adeguate, è sempre più importante investire nella prevenzione primaria e nella diagnosi precoce”.