è il miglior risultato degli ultimi quattro anni secondo quanto riporta Coldiretti Toscana sulla base dell’ultimo rapporto congiunturale Irpet. L’agricoltura ha creato più opportunità occupazionali rispetto al 2023.
Record di nuove assunzioni nelle campagne toscane: oltre quasi 75.000 tra stagionali e non (+10,3%) nel 2024. E’ il miglior risultato degli ultimi quattro anni secondo quanto riporta Coldiretti Toscana sulla base dell’ultimo rapporto congiunturale Irpet. L’agricoltura ha creato più opportunità occupazionali rispetto al 2023: +7.000, frutto dell’ultima positiva annata agraria di comparti importanti come olio d’oliva (+21,8%), vino (+8,2%) e orticoltura (+14,4%). “Le opportunità lavorative nelle nostre campagne non sono mai mancate soprattutto in buone stagioni come l’ultima che hanno in parte compensato la sfortunata annata del 2023 fortemente condizionata dai cambiamenti climatici chiusa con un calo della produzione di quasi il -4% – spiega Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana – L’agricoltura è settore vitale e strategico per la tenuta economica e sociale delle comunità rurali, in particolare nelle aree più marginali come quelle montane ed interne, dove le opportunità lavorative soprattutto per i giovani scarseggiano. Le aziende agricole sono spesso l’unica ancora per la sopravvivenza di borghi e paesi”.
La viticoltura, con 21.000 assunzioni, è il settore agricolo che ha avuto più bisogno di forza lavoro per una vendemmia abbondante (+24,3%) seguita dalle attività di supporto alle produzioni vegetali (18.194 avviamenti), dalla coltivazione di cereali (6.859 avviamenti) e dall’olivicoltura (5.485 avviamenti), altro settore in ripresa. La natura stagionale del comparto è evidente nel numero di assunzioni attivate tra la primavera ed il periodo della raccolta di uva e olive tra il terzo trimestre (+16,5%) ed il quarto trimestre (+31,3%).
L’agricoltura, conclude Coldiretti, è un settore costantemente in deficit di manodopera. Le difficoltà di reperire forza lavoro restano una costante anche nelle stagioni non eccezionali: quasi un’azienda agricola su due (41%) lamenta di trovarsi o si è trovata in carenza di lavoratori secondo una indagine realizzata dalla Fondazione Campagna Amica nell’ambito del progetto Demetra. Più di un’azienda su due (53%) fa ricorso a manodopera straniera da cui dipende la raccolta di un prodotto su due. Sono almeno 10.000 i lavoratori stagionali all’anno di cui la Toscana avrebbe bisogno.