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Regionali: le primarie di una coalizione che non c’è (ancora)

Maggio Musicale

La proposta del Segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di fare primarie di coalizione nel centrosinistra per la scelta del candidato alle prossime Elezione regionali infastidisce il Pd ma accelera i tempi per la formazione di una coalizione che ancora non c’è.

Forse prima di pensare alle primarie di coalizione, bisognerebbe pensare alla coalizione. Da chi è composta, ad oggi? Chi dovrebbe partecipare a queste primarie? Ci sono i tempi tecnici per farle? I cittadini hanno davvero voglia di partecipare a questo “pesarsi” tutto interno ai partiti? C’è da scommettere che l’idea del Segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, non riesca a trovare un riscontro concreto. Ma nel frattempo lui ha lanciato la palla e ha costretto gli altri a posizionarsi. Per il Presidente uscente della Regione Toscana Eugenio Giani – ça va sans dire – non ci sono problemi: “Io ci sono”, ha risposto tosto. Sul versante Sinistra Italiana il candidato più accreditato è il Sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, che responsabilmente fa sapere che lui avrebbe già altri impegni, al momento. E poi c’è il Movimento 5 stelle. Farà parte della coalizione? Anche se ci sarà dentro Renzi? Non lo sappiamo, però al momento sono anche loro disponibili a fare le primarie di una coalizione che ancora non c’è. La capo gruppo in Consiglio regionale è sempre stata molto riottosa nei confronti della figura di Giani. Comunque. Ma forse il più riottoso è proprio il Pd che ha messo da parte uno strumento – quello delle primarie – che aveva tirato fuori per primo e che di recente sembra aver accantonato. Ma forse il Pd è rimasto più infastidito dalla reazione sfidante di Giani, molto poco shleiniana. Per Azione e +Europa, Psi e Partito repubblicano il candidato c’è già, ed è Giani. Lo è anche per Europa Verde che invita nel frattempo a parlare dei famosi contenuti. Mentre il cantiere annunciato dal Segretario regionale Fossi ancora non è partito. Italia Viva invece non l’ha presa bene. Insomma ora che il centrosinistra ha vittoria in tasca, ci saremmo stupiti a non vedere un po’ di allegra divisione.

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