Così l’assessore regionale alle politiche sociali della Toscana, Serena Spinelli, ha risposto in Consiglio regionale a un’interrogazione del consigliere della Lega, Giovanni Galli, in merito ai recenti casi di anziani deceduti in una Rsa fiorentina.
“La Regione Toscana non effettua gare per individuare le strutture Rsa che possono operare per il sistema pubblico ma dal 2016, per garantire su tutto il territorio regionale livelli uniformi di prestazioni, è stata introdotta la libera scelta. Nessuno fa gare o bandi al massimo ribasso. Il nostro sistema è completamente diverso: il sistema di autorizzazione e di accreditamento è uguale per le strutture pubbliche e private con norme e regole che stanno nei nostri regolamenti. Nessuno fa gare”.
Così l’assessore regionale alle politiche sociali, Serena Spinelli, ha risposto in Consiglio regionale a un’interrogazione del consigliere della Lega, Giovanni Galli, in merito ai recenti casi di anziani deceduti in una Rsa fiorentina.
In particolare, l’atto chiedeva alla Giunta regionale toscana se la quota sanitaria fosse stata adeguata a seguito del rinnovo delle cooperative sociali del marzo 2024 e se, in caso contrario, il mancato adeguamento possa aver influito sui bandi a ribasso innescando un eventuale taglio sui servizi. Spinelli ha poi ricordato che con “l‘ultima intesa siglata, il primo settembre 2023, dal presidente della Regione Giani e dai gestori delle Rsa, la giunta regionale si è impegnata a un aumento progressivo della quota sanitaria con il conseguente incremento del fondo ad essa destinato, con un aumento complessivo di 5,10 euro al giorno portando così la quota sanitaria a 59,1 euro al giorno”.
Sul fronte dei contratti, ha concluso Spinelli, “la Regione ha provveduto a definire un impegno economico pari a 22 milioni per i prossimi tre anni, fino al 2027”.