Salute, Gimbe – In Toscana la spesa sanitaria pro-capite è stata pari a 802 euro nel 2023, più alta rispetto alla media italiana che è stata di 730 euro.
E’ quanto emerge dal report dell’Osservatorio Gimbe sulla spesa sanitaria privata in Italia nel 2023, commissionato dall’Osservatorio nazionale welfare & salute (Onws) e presentato oggi al Cnel. Dal report emerge anche che nel 2023 il 5,6% dei cittadini toscani ha rinunciato alle cure (media italiana è 7,6%; dati Istat anno 2023).
In generale, si spiega da Gimbe, “le Regioni con migliori performance nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) registrano una spesa pro-capite superiore alla media nazionale, mentre quelle del Mezzogiorno e/o in piano di rientro si collocano al di sotto. Questo dato conferma sia che il livello di reddito è una determinante fondamentale della spesa out-of pocket, sia che il valore della spesa delle famiglie, al netto del sommerso, non è un parametro affidabile per stimare le mancate tutele pubbliche, perché condizionato dalla capacità di spesa individuale”.
Le differenze tra le regioni sono significative: la Lombardia ha la spesa pro capite più alta (1.023 euro), mentre la Basilicata quella più bassa (377). In particolare, nel 2023 circa 4,5 milioni di persone hanno dovuto rinunciare a visite o esami diagnostici, di cui 2,5 milioni per motivi economici, con un incremento di quasi 600.000 persone rispetto al 2022. Per quanto riguarda le principali voci di spesa sanitaria delle famiglie, queste includono l’assistenza sanitaria per cure e riabilitazione (44,6%) e i farmaci (36,9%), ma il 40% di questa spesa riguarda prestazioni di basso valore, come esami e terapie inutili. “Si tratta di prodotti e servizi il cui acquisto è indotto dal consumismo sanitario o da preferenze individuali – conclude Cartabellotta – quali ad esempio esami diagnostici e visite specialistiche inappropriati o terapie inefficaci o inappropriate”.