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Mer 26 Feb 2025
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MusicaDisco Della SettimanaAda Oda, "Pelle d'oca". Il Disco della Settimana

Ada Oda, “Pelle d’oca”. Il Disco della Settimana

Amarli o detestarli, i bizzarri Ada Oda non concedono alternative. Purtroppo “Pelle d’oca”, 2° album della formazione belga ma curiosamente italofona, è il canto del cigno dello stravagante progetto che coniugava ironia e post-punk, canzone italiana e art-rock.

La musica degli ADA ODA è uno strano mix che unisce in maniera assolutamente inconsueta il Belgio (la band si è formata a Bruxelles), all’Italia, paese di origine della carismatica voce del gruppo, Victoria Barracato, figlia di un palermitano emigrato in Belgio negli anni ’50. Punto di forza assolutanete distintivo (o punto di debolezza per i detrattori, è il cantato di Victoria, in un italiano imperfetto, ironico, spezzato e spigoloso che li rende assolutamente adorabili, in un mix che unisce alla perfezione l’audacia del post punk anni ’80 con le melodie della canzone italiana.
Con il debut abum “Un Amore debole” (2022, 62TV Records/Pias) si erano fatti immediatamente notare, diventando un gruppo “di culto”, grazie anche agli scatenatissimi e divertenti live (li abbiamo visti anche da queste parti…). Un rock uptempo tagliente in grado di fondere in maniera ironica e incontenibile il post-punk degli anni ottanta e gli arditi voli melodici dei cantautori italiani anni ’60.


Proprio in questi giorni gli ADA ODA hanno pubblicato tramite La Tempesta Dischi il nuovo album, “Pelle d’Oca”, scritto tra il 2023 e il 2024 da César Laloux e registrato tra Pisa (nello studio di Ovi Sportelli che compare anche come ospite in un brano), Atlanta e Gand, incarna lo scontro tra piacere e paura. Un paradosso che la band ha vissuto in prima persona, tra l’emozione di un album di debutto che li ha catapultati su importanti palcoscenici in Europa e Nord America e il punto di partenza più intimo dei loro temi, la difficoltà delle relazioni, in particolare quelle “tossiche”, la paura degli amori impossibili (“E questa è la vita”, “Settembre”, “Ho Amato Tutto”), la paura che alimenta la gelosia (“La Gioventù”, “Sotto la Conchiglia”), la paura di un mondo fuori controllo (“In Piazza”, “Figlia d’Europa”, “Sicurezza Priorità”), la paura della morte (“Sul Palo”) e la paura di esprimere emozioni (“Immobile”, “Vecchia Storia”).

A sopresa però, con un post pubbliato dalla band, qualche giorno fa la band ha annunciato le fine del suo percorso artistico con queste parole: Dopo quattro anni di musica, molti tour e due album, abbiamo una triste notizia da condividere: dopo un periodo difficile e con un’attenta considerazione, Victoria ha deciso di lasciare la band. Nonostante gli sforzi e gli aggiustamenti da entrambe le parti, i conflitti e i disaccordi persistevano, il che non le hanno permesso di trovare il benessere e la serenità di cui aveva bisogno per continuare. Non siamo stati in grado di risolverlo. Per quanto riguarda gli altri membri della band, abbiamo deciso di non andare avanti senza Victoria e abbiamo sospeso il progetto fino a nuovo avviso. Annullare i prossimi spettacoli sembra la decisione più difficile ma più onesta da prendere. Saremmo grati se potesse darci lo spazio e il tempo di cui abbiamo bisogno per fare i conti con questa situazione. Vi ringraziamo per aver creduto in noi e ci siamo goduti ogni minuto trascorso con il pubblico, i partner, le etichette e i booker. Ciò nonostante, abbiamo deciso di procedere con l’uscita di “Pelle d’Oca”. Vi lasceremo con il nostro album e speriamo che vi possa piacere. Sinceramente ADA ODA Victoria, César, Aurélien, Clément, Alexandre.

Per noi di Controradio intanto “Pelle d’Oca”è il nostro “Disco della Settimana”, nella speranza che Victroria torni presto sui suoi passi.

Ciao, è stato bello.